Il Progetto Salute in Congo

progetto di salute in congo

Il nostro impegno per la Salute di base

In un paese come la Rep. Dem. Congo, dove la speranza di vita alla nascita è di 48 anni, dove solo il 27% della popolazione ha accesso all’acqua potabile e dove circa 3 milioni di persone sono affette dal virus dell’HIV, AMKA cerca di dare alla popolazione gli strumenti necessari per combattere malattie spesso contagiose e mortali.

Nel 2004 AMKA ha avviato il suo progetto sanitario nella zona rurale di Mabaya con la costruzione e l’avvio di un ambulatorio. Questo centro sanitario fornisce da allora, ad oltre 9000 persone, le cure di base, la possibilità di avere parti assistiti e counseling sulla prevenzione dell’AIDS, della malaria, delle gastroenteriti e di altre malattie spesso letali.

Grazie al personale qualificato che AMKA ha selezionato e assunto, l’ambulatorio di Kaniaka è diventato il punto di riferimento del territorio di Mabaya, riconosciuto e apprezzato dalle autorità congolesi.

Nonostante l’assenza di strade e di collegamenti tra i villaggi, ogni anno vengono visitate al centro 2.000 persone, si realizzano 12 campagne di vaccinazione ordinaria, e diverse campagne di vaccinazione straordinaria contro poliomelite e morbillo. Il 70% delle donne incinta della zona viene seguito ogni anno durante la gravidanza con controlli regolari e periodici e può partorire in sicurezza.

Per rendere il servizio migliore, negli anni AMKA ha provveduto anche a costruire:

un laboratorio dove un tecnico specializzato può eseguire le principali analisi cliniche che permettono al resto dello staff medico di individuare con maggiore tempestività le cure appropriate per ogni tipo di patologia;

gli alloggi per il personale medico che opera nell’ambulatorio così da garantire una copertura sanitaria h 24;

– una Unità Nutrizionale Terapeutica per fare fronte all’emergenza nutrizionaleverificatasi nel 2009;

– 7 pozzi che forniscono acqua potabile a circa 3000 persone.

Il progetto è portato avanti grazie anche al sostegno di Intesa San Paolo

 

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Ad agosto 2016 è iniziata la ristrutturazione del Centro di Salute di Kanyaka, grazie al finanziamento ricevuto della Fondazione Prosolidar Onlus.

 

Lotta alla malaria: l’impegno di AMKA Onlus per la sostenibilità e la qualità

La malaria è un flagello silenzioso che compromette il futuro di milioni di persone e soprattutto mette a rischio la vita dei bambini. In Congo un bambino su due che muore entro i 5 anni, muore a causa della malaria Nelle zone rurali a Sud di Lubumbashi, Repubblica Democratica del Congo, AMKA ha avviato un progetto di lotta alla malaria articolato in:

  • sensibilizzazione e informazione sulla prevenzione;
  • donazione di zanzariere per donne incinta e bambini piccoli;
  • screening e cure a basso costo nelle sue strutture.

Nel trimestre luglio-ottobre 2011, grazie anche alla collaborazione con esperti dell’ospedale S. Andrea di Roma, AMKA ha dato una svolta al progetto realizzando:

  • test rapidi per uno studio epidemiologico accurato nei villaggi più lontani;
  • cure gratuite per tutti nei tre mesi di campagna;
  • elaborazione di nuovi protocolli di prevenzione a tappeto a base di farmaci ASAQ.

Nei tre mesi di campagna, un gruppo di giovani volontari (30 ragazzi tra i 20 ed i 26 anni) ha contribuito alla realizzazione di questo intervento. Questo studio ha permesso tra le altre cose, di rafforzare le competenze del personale medico e in particolare di migliorare le tecniche di screening e analisi.

Il tecnico del laboratorio ha potuto beneficiare della formazione specifica di alcuni specializzandi dell’ospedale romano migliorando la qualità del suo lavoro e dunque rendendo più efficace la fase diagnostica. Altro beneficio ottenuto da questa esperienza è stato quello di identificare con precisione non solo il volume dell’incidenza della malaria sul territorio ma anche la tipologia del plasmodio responsabile dell’infezione. In questo modo è stato possibile ridefinire i protocolli di cura. Ad oggi AMKA è ancora in trattativa con alcune case farmaceutiche e ospedali per ottenere la dotazione dei farmaci per le cure.

Ultimo ma non ultimo, l’intensificarsi e approfondirsi delle campagne di sensibilizzazione ha permesso un miglioramento delle pratiche di prevenzione adottate dalle famiglie dei villaggi beneficiari e dunque una conseguente riduzione anche se minima dell’incidenza della malattia.