Sicurezza Alimentare in Guatemala

In un mondo in cui più di un miliardo di persone soffrono la fame, alimentarsi è diventata una sfida umana e ambientale. In Guatemala vivono 14 milioni di persone e si registra il tasso più alto di denutrizione cronica infantile dell’America Latina. Questo dato si scontra con la realtà di un paese che avrebbe molto da offrire perché principalmente agricolo. Purtroppo proprio in questo settore si registra anche la più ampia forbice di disparità e disuguaglianze tra la popolazione ricca e quella povera: il 3% degli abitanti possiede i 2/3 della terra dell’intero Paese.La concentrazione della terra in mano a pochi grandi proprietari terrieri, principalmente appartenenti all’élite dei ladinos, causa profonde implicazioni socio-economiche che colpiscono in particolar modo la fascia più vulnerabile della società.

Nella regione del Peten,  la regione più grande del Guatemala, con una forte presenza indigena ed una situazione socio-economica che risente fortemente degli effetti della sanguinosa guerra civile, i problemi alimentari che affliggono le popolazioni locali  non si eliminano con l’approvvigionamento di un pasto ma con interventi integrati diretti al miglioramento della sicurezza alimentare e basati sull’empowerment della popolazione locale. Per questo motivo AMKA ha intrapreso un ampio programma che coinvolge le tre comunità del Pato, Sant’Ana e Nuevo Horizonte volto al miglioramento delle condizioni di vita e di salute della popolazione attraverso l’incremento e la diversificazione delle colture.

Grazie al contributo della Chiesa Valdese, nel 2017 è stato avviato un progetto di sicurezza alimentare e sviluppo economico sostenibile per la popolazione indigena del quartiere “Ampliación Buena Vista”, nel Municipio di Santa Ana, che ha come obiettivo il rispetto dell’ambiente e della biodiversità, la tutela della salute della popolazione, il raggiungimento di un reddito equo per il contadino, la promozione del ruolo della donna.

Il progetto prevede:

– L’avvio di allevamenti avicoli familiari gestiti dalle donne della comunità
– La realizzazione di una esperienza di “permacoltura”, modello di agricoltura sostenibile in grado di soddisfare i            bisogni alimentari della popolazione e al contempo favorire la resilienza, ricchezza e stabilità di ecosistemi naturali.
– L’introduzione di nuove colture che permettono di migliorare la qualità del terreno e diversificare la dieta alimentare.

Il progetto è definito e sviluppato con la partecipazione della popolazione beneficiaria in modo da favorirne la sostenibilità. A tale riguardo, è prevista la formazione dei contadini su tecniche agricole sostenibili e la valorizzazione del ruolo delle donne che, con la gestione e vendita degli allevamenti avicoli, assumeranno un ruolo centrale sull’andamento dell’economia familiare.