Diari dal Sud

/**/

C.E.S.T.A. di racconti dal Guatemala.

C.E.S.T.A. di racconti dal Guatemala.

COMPARTIR. Come raccontava un’altra volontaria della brigada di Amka anni fa, la prima parola che apprendi quando entri in una comunità come quella di Nuevo Horizonte è “compartir”, condividere. Se è vero che la condivisione avviene ancor prima di raggiungere il Guatemala (con la preparazione dei laboratori e delle attività insieme agli altri volontari in Italia), una volta lì, ne assapori il vero significato, la massima espressione, l’essenza profonda alla massima potenza.

EMPODERAMIENTO. Empowerment in inglese. Cambia poco. È infondere energia a chi è stata tolta, privata, strappata. Alle donne. Alle mamme. Alle figlie. A quelle considerate ultime ma che prime in tutto e di tutto sono. Non riguarda chissà quale emancipazione, esaltazione o ascensione, si tratta solamente di far sì che possano stare al posto che meritano, che gli spetta. Niente di più, niente di meno. Così, vedi quest’energia infondersi in ogni donna di ogni comunità, espandersi contagiando sempre più madri, coinvolgendo sempre più figlie, sradicando silenzio e indifferenza.

SCAMBIO. In un’atmosfera di cooperazione internazionale (la parola assistenzialismo è sconosciuta), sperimenti uno scambio unico e sincero con le comunità vivendo la loro quotidianità condita dalla tua personalità e arricchita dalla tua diversità. Allora proprio mangiando, lavorando, studiando, giocando con loro e come loro, alimenti e nutri il tuo corpo e la tua mente, impari ad essere ricchissimo senza mai uscire dal tuo dipartimento.

TIERRA. Si, proprio la terra che si coltiva e si lavora per vivere o, come nel loro caso, per sopravvivere. La terra, anzi la madre tierra, ci dà vita, ci abbraccia, ci accoglie fino a diventare una casa che ci protegge in tempi di guerra. Come una mamma, la terra difende i propri figli nei momenti più difficili e per questo, e non solo, bisogna renderle omaggio e rispetto. Io sono dovuto andare in Guatemala, nel dipartimento del Peten, per comprendere pienamente la relazione tra la terra e mio nonno, il sentimento e l’attaccamento che lui ha verso il proprio appezzamento.

ASCOLTARE. Ascolto. Parola sconosciuta in un’epoca di miliardi di suoni senza senso. Eppure ascoltare è possibile. Le tue orecchie non sono abituate e per questo provano una strana sensazione. Fiumi di lettere imbevute di sofferenze, conflitti, esperienze. In Guatemala basta ascoltare per sentirsi vivi e dare il giusto peso a delle storie conosciute da pochi, vissute da molti. Sarebbe banale dire che impari ad ascoltarti, ma forse no. Forse ascoltando loro, scopri veramente chi sei.

 

Simone

 

Lascia un messaggio

*Name

e-Mail * (will not be published)

Sito web