Diari dal Sud

/**/

Il mio stage al Sendwe: non solo nutrizione

Il mio stage al Sendwe: non solo nutrizione

Sylvie ha un anno e 4 mesi, pesa solo 6 kg. È arrivata all’ UNTI (Unità Nutrizionale Terapeutica Intensiva) del Sendwe, l’ospedale dove sto facendo lo stage come nutrizionista. Ha una forma di malnutrizione acuta molto severa. Tanti bimbi arrivano qui in questo stato, i dati e le statistiche che leggevo a casa sulla fame nel mondo, qui si sono trasformati in persone, volti, storie.

È difficile raccontare cosa ho visto e vissuto al Sendwe. Il primo impatto non è stato semplice, mi sono ritrovata in un ospedale molto lontano a ciò a cui siamo abituati. Appena arrivata ho conosciuto tutta l’equipe di medici e nutrizionisti e in particolare gli stagisti Cedric, Trezor, Nadine e Marielle, con cui ho condiviso queste settimane.

Li ho seguiti nel loro lavoro quotidiano, tra i reparti di medicina interna, chirurgia e pediatria, mi hanno presentato i pazienti e spiegato i casi. Il loro lavoro è simile al mio: valutiamo lo stato nutrizionale, il peso e elaboriamo una dieta adatta alla patologia. Gli alimenti che vengono consigliati e utlizzati sono quasi sempre gli stessi, quelli a disposizione qui a un prezzo non troppo elevato: mais e manioca (spesso sotto forma di fufu), riso, olio e zucchero. Le fonti proteiche sono soprattutto i legumi, fagioli e soia, e più raramente pesce e carne.

Abbiamo visto casi difficili, dove un’alimentazione adeguata potrebbe davvero fare la differenza e cambiare il corso della malattia, ma ci si scontra con i problemi reali, la famiglia spesso non ha i soldi per acquistare gli alimenti o permettersi delle cure adeguate.

La storia di Sylvie mi ha colpita particolarmente, è la quinta figlia, già da piccola ha avuto problemi di diarrea e malnutrizione. È gia stata ricoverata in ospedale due volte, per malaria e febbre tifoidea, che hanno ulteriormente peggiorato il suo stato nutrizionale.

Quando l’ho conosciuta pesava solo 6 kg, piccola e fragile, tra le braccia della mamma, gli occhi grandi spalancati e lo sguardo fisso. Non reagiva, completamente senza forze. Dopo qualche giorno di trattamento all’UNTI, con il latte terapeutico piano piano l’ho vista riprendere vita, aumentare un po’ di peso e ricominicare a piangere. Il recupero è lento ma graduale, se va tutto bene tra un po’ di tempo potrà tornare a casa.

Tanti bimbi malnutriti come lei vengono trattati in tempo e salvati, molti altri purtroppo non ce la fanno. Qui ho imparato tanto, come si può fare molto anche con pochi mezzi e quanto è triste e difficile a volte accettare di non potere fare niente.

È stato bello conoscere e lavorare con gli altri ragazzi stagisti, nelle pause abbiamo parlato in un misto di francese-swaihili e italiano, delle nostre vite, del nostro lavoro, condiviso aspetti delle nostre culture così lontani e diversi, entrambi curiosi di sapere qualcosa di più sull’altro.

Tre settimane sono poche per capire questo Paese, tanto affascinante quanto complicato, ma quest’esperienza mi ha dato l’opportunità di conoscere una realtà molto diversa dalla mia e soprattutto di entrare in contatto con le persone che la vivono tutti i giorni.

Anna

 

Lascia un messaggio

*Name

e-Mail * (will not be published)

Sito web