Diari dal Sud

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Che tutti si alzino e che nessuno resti indietro

Che tutti si alzino e che nessuno resti indietro

In Guatemala un’esperienza di volontariato fatta in gruppo, immersi nella realtà locale spinge a una conoscenza più intima e personale delle persone con cui convivi per tre settimane. Chiara ci racconta come la brigata AMKA che ha accompagnato e le persone incontrate nelle comunità possano fare realmente la differenza per la condivisione di esperienze. 

“Quando ero di guardia, durante la guerriglia, contavo le stelle per far passare più veloce il tempo”. Così ci ha salutato Lucero mentre aspettavamo il nostro “Rapido del Sur” che in poche ore avrebbe riportato me e Maria Anna lontano da Nuevo Horizonte.  Lo stesso “Rapido” che tre settimane prima, all’alba, ci aveva lasciato di fronte al cancello della Cooperativa. Gli altri volontari sono già partiti, chi verso Roma, chi ancora in vacanza ma in questi pochi minuti che ci separano dall’arrivo del pullman ripenso ai loro sguardi, il primo giorno. Lo stupore e l’entusiasmo dopo ore e ore di viaggio di vedere dal vivo quello che, fino a quel momento, avevano visto solo nelle foto.

Da quell’istante i giorni sono volati uno dopo l’altro fra le mille attività previste e quelle che sono nate dall’incontro fra due realtà lontane con un elemento di unione: la voglia di condividere, esperienze, racconti, vita.

Come Fernandez che tutte le mattine va al campo a lavorare in bicicletta per tenere lontano il Parkinson. 

Come Irene che ancora non sa se vuole diventare maestra ma che è talmente appassionata da quello che studia e determinata che riceve applausi anche nelle università.

Come Sonia che studia all’università, aiuta nello studio delle ragazze che vanno al liceo, ha un figlio, insegna al basico e ha sotto controllo tutte le attività della scuola.

Come Carlo, nostro goleador e allevatore, che ha scelto di esserci, fino alla fine nonostante esami in agguato.

Come Pavel che è sempre disponibile per raccontarti qualche esperienza, ricordo o semplicemente per bere del latte di cocco insieme.

Come Sara che ha capito che non bisogna arrendersi quando le situazioni cambiano, che vanno affrontate e molto probabilmente non andranno nella direzione che vogliamo noi. Ma condividere vuole dire fare le cose insieme. E per farle bene serve tempo, voglia e pazienza.

Come Sandra che oggi non ha un tetto, né energia elettrica, che sa mettersi da parte ma che vuole partecipare e Germin che ha vent’anni e tanta voglia di riscattarsi. 

Come Simone che ha mostrato com’è realmente, con la sua grande capacità oratoria che affascina grandi e bambini. 

Come Alex, promettente insegnante di matematica, pieno di vitalità e voglia di fare. A 5 minuti dal suo esame era al bar a chiacchierare con noi per sapere come stavamo. 

Come Federica decisa, testarda e irrefrenabile, ma con quella spinta positiva che dà la carica anche all’ennesimo piatto di frijoles e che fa uscire tutta la sua fragilità davanti ad una chiacchiera importante.

Come Lucero, fra le donne più forti e più dolci che abbia mai conosciuto. Un suo abbraccio ti rigenera, ti ricarica. 

Come Valerio che di Horizonte si è innamorato e già progetta di ritornare. Con le sue conoscenze e la sua passione ci ha immerso completamente nell’amore verso la natura che qui traspare in qualsiasi momento della giornata. 

Come Guillermo che più di 15 anni fa si è trasferito nella comunità per qualche mese e non se n’è più andato con le sue 30 sigarette al giorno e il suo orto per recuperare le sementi native.

Come Maria Anna e il suo spirito rivoluzionario e battagliero. Ricaricare le batterie per continuare la lotta, perché la rivoluzione parte da sé stessi. 

Come Camilo, esempio di forza, compostezza, tenerezza e amore verso la sua comunità e verso di noi.

Come molti altri che ogni giorno combattono per una società più giusta e più equa. Che tutti si alzino, che nessuno resti indietro.

Come Rony. 

Penso a Lucero, nella selva, che guarda il cielo. Probabilmente ho contato le stelle troppo velocemente in queste settimane e l’ora di partire è arrivata, come sempre, troppo presto.

Chiara Bevilacqua

 

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