Diari dal Sud

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Il futuro dei bambini congolesi si scrive nel presente della loro scuola

Il futuro dei bambini congolesi si scrive nel presente della loro scuola

Da sempre Amka Onlus ha investito buona parte delle proprie energie e risorse nella tutela dei
bambini dei Paesi in via di sviluppo, preoccupandosi della loro crescita sia dal punto di vista fisico
che mentale.
Non basta infatti nutrirli per dare loro delle chance per il futuro: senza un’istruzione che apra loro
gli occhi sul mondo e nutra le loro menti, non saranno mai veramente liberi e autosufficienti.
Un bambino istruito oggi sarà, domani, un uomo in grado di scegliere.
L’educazione – in particolare quella elementare – è lo strumento principale per ridare dinamicità e
prospettive a un ambiente socialmente, economicamente e culturalmente depresso e non ancora
completamente uscito da un contesto di guerra come quello di Lubumbashi nella Repubblica
Democratica del Congo.
Purtroppo però il sistema scolastico nazionale non è all’altezza delle attuali necessità del Paese.
La scuola in Congo è organizzata in due ordini, primario e secondario, entrambi della durata di 6
anni, cui segue la formazione universitaria.
Gli insegnanti sono spesso poco qualificati, le infrastrutture inadeguate e la aule sovraffollate (si
contano almeno 70 studenti per classe ma in molti casi si raggiunge il centinaio).
La mancanza di materiale didattico ufficiale in molti casi costringe i docenti a svolgere il proprio
lavoro basandosi solo sui ricordi dei tempi della scuola e i metodi educativi, molto rigidi e ormai
datati, hanno subito l’influenza di anni di dittatura, guerra e instabilità.
Da ricordare,inoltre, che per molti anni i docenti non hanno percepito alcuno stipendio e oggi il
governo paga solo gli insegnanti abilitati, che sono meno della metà dell’intero copro docenti
congolese.
In molti casi sono quindi le scuole, i genitori degli alunni, le associazioni e le ong a farsi carico del
mantenimento dei maestri, come nel caso di Amka e delle quattro scuole elementari che ha
costruito sul territorio e che gestisce dal 2001: è l’associazione a pagare gli insegnanti, fornire il
materiale didattico e occuparsi delle spese di manutenzione della strutture .
Tutte e quattro le scuole sono state realizzate con la piena collaborazione della popolazione locale,
sempre attivamente coinvolta in tutte le fasi del progetto, a partire dalla progettazione fino alla
realizzazione e apertura.

progetto per l'istruzione elementare in congo
Un comitato di genitori è chiamato a valutare le attività didattiche e a controllare la manutenzione
delle strutture, mentre il collegio degli insegnanti si riunisce settimanalmente con il personale
Amka Katanga per discutere dei programmi, delle necessità specifiche, delle problematiche
riscontrate e dello sviluppo del percorso didattico.
Anche il governo ha iniziato a interessarsi della questione dell’istruzione nazionale: nel tentativo di
ammodernarsi e risolvere il grave problema di analfabetismo e abbandono scolastico, nel 2000 il
Ministero dell’Educazione Nazionale, con il patrocinio dell’Unicef, ha infatti pubblicato il nuovo
Programma Nazionale dell’Insegnamento Primario” allo scopo di definire gli obiettivi generali di
ciascuna disciplina per il ciclo primario, anno per anno.
In aggiunta ad esso il Ministero ha redatto anche la “Previsione delle Materie del Nuovo
Programma Nazionale dell’Insegnamento Primario” che aspira a disporre con un certo ordine e
sviluppo progressivo le discipline da insegnare durante i vari anni scolastici.
Questi strumenti imposti dall’alto con poca cognizione delle reali situazioni delle scuole nel Paese,
anziché essere d’aiuto, il più delle volte si rivelano limitanti e impediscono agli insegnanti di
organizzare il proprio lavoro rispettando i tempi di apprendimento dei propri alunni.
Il dato veramente drammatico e assolutamente indicativo dell’inefficienza dei provvedimenti presi è
infatti che ancora oggi meno dei due terzi dei bambini in età scolare frequenta effettivamente e concostanza la scuola primaria.
Questo significa che ben 2.873.000 bambini non vanno a scuola.
Analizzando dati statistici, si nota che nella scuola primaria non c’è un grosso squilibrio di genere
(la frequentano il 60% dei bambini tra i 6 e gli 11 anni e il 59% delle bambine) mentre è molto
marcata la disparità tra aree urbane (74%) e zone rurali (51%).
Tra questi, l’ 83% degli studenti e l’82% delle studentesse della scuola primaria sono più grandi
rispetto all’età prevista dal ministero, e circa il 4% è invece più piccolo.
Avere bambini di età così diverse in una sola classe rende molto più complesso l’insegnamento
perché ovviamente non si possono spiegare gli argomenti alla stessa maniera a un bambino di 6 anni
o a uno di 10. Età così diverse dipendono anche dall’altro tasso di bocciature, indice di un sistema
educativo lacunoso, poco efficiente e orientato più al rispetto del programma ministeriale che alla
reale formazione degli studenti.
Ancora più drammatici sono i numeri dell’abbandono scolastico nella scuola secondaria: solo il
27% dei giovani tra i 12 e i 17 anni continua a frequentare.
Si registra un aumento della disparità di genere (frequenta la scuola il 30% dei ragazzi e solo il
24% delle ragazze) e una vera e propria esplosione della disparità territoriale (41% dei giovani
nelle aree urbane e solo 15% nelle zone rurali).
Va segnalato inoltre che moltissime ragazze non completano nemmeno il ciclo di studi della scuola
primaria.
La situazione è dunque molto complessa e solo chi, come i volontari di Amka Onlus, lavora da
anni sul territorio, può comprendere le reali necessità di alunni e insegnanti e sostenere lo sviluppo
di una scuola più formativa, pedagogica e moderna.
Proprio in risposta ai grandi sforzi – e soprattutto ai numerosi successi – delle scuole costruite e
gestite da Amka Katanga, il Ministero dell’Educazione ha deciso di riconoscere e approvare le
strutture di Amka permettendo così agli studenti di vedere formalmente riconosciuto il loro
percorso di studi.
Ancora più importante, lo stile pedagogico, le modifiche ai programmi scolastici e tutte le scelte
operate da Amka sono state condivise con il personale statale che ha anche partecipato
assiduamente ai corsi di formazione organizzati dalla Onlus.
Seguendo i principi base della pedagogia di Freinet, e attraverso la preziosa collaborazione di
volontari esperti, Amka ha saputo disegnare una scuola a misura di bambino, accessibile e
stimolante a partire dalle sue forme architettoniche, cercando di creare ogni giorno, anche ne
contesto più povero e disagiato, i presupposti per una crescita costante, fruttuosa e un’educazione
attiva.

Arianna Acciarino

 

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